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“Nel momento in cui si decide di affrontare un problema, ci si rende conto di essere più preparati di quanto si pensi” P. Coelho

La psicoterapia è una forma di aiuto psicologico attraverso il rapporto interpersonale, che offre uno spazio all’interno del quale la persona è libera di esprimere completamente il proprio vissuto di disagio, creando la possibilità di sperimentare percorsi di autoconoscenza e di realizzazione personale attraverso l’acquisizione di nuovi strumenti psicologici.

La sofferenza  psicologica può manifestarsi come malessere decisamente invalidante nella vita della persona (ansia, depressione, ossessioni, fobie, attacchi di panico …) oppure come senso di insicurezza e incapacità a prendere decisioni relativamente alla propria vita.

La persona può trovarsi a dover affrontare problematiche in ambito lavorativo, nelle relazioni familiari o sociali oppure nella sfera di coppia, per le quali, quando non risultano particolarmente invalidanti, può essere indicato un intervento di consulenza attraverso pochi incontri, focalizzati sulla specifica situazione di blocco.

L’approccio terapeutico di tipo strategico è focalizzato sul problema che crea sofferenza e sui meccanismi che ne stanno alla base. Con l’utilizzo di specifiche tecniche terapeutiche  la persona  viene guidata ad uscire dalla sua sofferenza nel minor tempo possibile,  realizzando la costruzione di un nuovo equilibrio più funzionale,  basato su un profondo cambiamento, nella percezione del rapporto con se stessa, con gli altri, con il proprio mondo.


“Il miglior modo per venirne fuori è passarci nel mezzo” (R. Frost)

“Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce” (B. Pascal)

Nella mia attività di psicoterapeuta riscontro una crescente richiesta di aiuto per affrontare forme di sofferenza psicologica e sintomatologie correlate alla difficoltà della persona a stabilire relazioni affettive significative ed alla scarsa capacità di contatto con il proprio mondo emotivo.

Utilizzando l’ottica della Psicologia della personalità, l’indifferenza emotiva, la sensazione di vuoto e disorientamento nel proprio vissuto, possono trovare origine nella mancata integrazione fra due dimensioni complementari della personalità, ovvero fra “Logos” ed “Eros”,  in altri termini fra il pensiero logico razionale da un lato e tutto ciò che invece appartiene al sentimento e all’energia vitale, dall’altro.

Per uno sviluppo equilibrato i due aspetti dovrebbero il più possibile integrarsi, per evitare un allontanamento dalle proprie radici emozionali che implicherebbe per la persona un agire privo di contenuti significativi, proprio perché svuotato della forza e della ricchezza affettiva derivante dalla dimensione dell’Eros.

Quando il contenuto emozionale viene percepito come pericoloso per la propria stabilità psicologica, quindi negato e non compreso nel suo valore come componente primaria della propria dimensione umana, la sfera più razionale diviene allora l’unica fonte di significato dei propri vissuti, privando così la persona della ricchezza conoscitiva e dell’opportunità evolutiva che deriverebbe dall’apertura ad una più profonda sfera emotiva.

Aldo Carotenuto (1997), che è stato uno dei maggiori studiosi a livello internazionale della Psicologia della personalità, afferma che la cultura occidentale ha assegnato il primato all’attività razionale ed al pensiero, disconoscendo se non addirittura condannando la sfera dell’Eros e la sua manifestazione tangibile rappresentata dal corpo. Ma, ci ricorda Carotenuto, nulla acquisisce senso in assenza del nostro sguardo interiore, dell’emozione, attraverso cui investiamo la realtà di personali significati affettivi.