Autore: FloraGalante

La capacità di mantenersi curiosi nei confronti del mondo , la spontaneità, la fantasia, l’autenticità, sono caratteristiche psicologiche che il bambino possiede  ma che nell’adulto possono essere state in parte represse  o non adeguatamente sviluppate nel corso della propria vita.

Se pensiamo ad esempio al gioco, che consideriamo come  un’ esperienza del tutto naturale nel mondo infantile, per gli adulti esso può rappresentare un ottimo strumento di scoperta delle personali qualità creative che connotano l’ identità psicologica.

Il potenziale creativo, presente in ogni persona, si può realizzare nello sforzo attivo di cercare  significato all’esperienza della propria realtà, attraverso un atteggiamento di apertura rispetto alla dimensione relazionale ed emotiva.

Nell’ambito di un percorso psicologico,  uno degli obiettivi terapeutici  può consistere proprio nel risvegliare  tali qualità  della  vita psichica,  dando loro nuova energia espressiva,  svincolando la persona da eventuali blocchi che ne impediscono  la naturale espressione.

Saggio è colui che si stupisce di tutto ( André Gide)

 

“ Tutto ciò che è creduto esiste” (H. von Hofmannsthal)

Da emozione sana e indispensabile per la sopravvivenza,  la paura si può trasformare in una vera e propria trappola mentale. Dal momento che è la più radicata fra le nostre emozioni, quando la paura diventa incontrollabile, viene percepita come una concreta e effettiva sensazione in grado di sconvolgere completamente l’equilibrio personale. L’attacco di panico si configura come un crescendo di sensazioni di paura e di tentativi di controllo che finiscono per imprigionare la mente stessa.

La persona che arriva in terapia con un problema di ansia, panico o fobia si sente bloccata e limitata dalla paura nella gestione dei propri ambiti di vita, così come può sentirsi del tutto inadeguata e non all’altezza nello svolgere le proprie attività in modo indipendente dagli altri che le sono vicini.

Nonostante questo tipo disturbo sia così invalidante, ciò non implica che non si possa uscire, anche in tempi brevi, da questa condizione psicologica di sofferenza e limitazione.

L’approccio terapeutico strategico, focalizzato su “come funziona” il problema, inquadra lo strutturarsi del disagio psicologico della persona nelle dimensioni di interazione con se stessa, con gli altri e con il proprio mondo circostante.  Considerando il fenomeno degli attacchi di panico nella sua complessità, il suo trattamento implica perciò dei cambiamenti da parte del soggetto nella propria modalità di percepire e di gestire la realtà nelle sue diverse sfere di interazione, sia a livello personale che interpersonale.

“Non c’è notte che non veda il giorno” (W. Shakespare)