Autore: FloraGalante

 

“ Tutto ciò che è creduto esiste” (H. von Hofmannsthal)

Da emozione sana e indispensabile per la sopravvivenza,  la paura si può trasformare in una vera e propria trappola mentale. Dal momento che è la più radicata fra le nostre emozioni, quando la paura diventa incontrollabile, viene percepita come una concreta e effettiva sensazione in grado di sconvolgere completamente l’equilibrio personale. L’attacco di panico si configura come un crescendo di sensazioni di paura e di tentativi di controllo che finiscono per imprigionare la mente stessa.

La persona che arriva in terapia con un problema di ansia, panico o fobia si sente bloccata e limitata dalla paura nella gestione dei propri ambiti di vita, così come può sentirsi del tutto inadeguata e non all’altezza nello svolgere le proprie attività in modo indipendente dagli altri che le sono vicini.

Nonostante questo tipo disturbo sia così invalidante, ciò non implica che non si possa uscire, anche in tempi brevi, da questa condizione psicologica di sofferenza e limitazione.

L’approccio terapeutico strategico, focalizzato su “come funziona” il problema, inquadra lo strutturarsi del disagio psicologico della persona nelle dimensioni di interazione con se stessa, con gli altri e con il proprio mondo circostante.  Considerando il fenomeno degli attacchi di panico nella sua complessità, il suo trattamento implica perciò dei cambiamenti da parte del soggetto nella propria modalità di percepire e di gestire la realtà nelle sue diverse sfere di interazione, sia a livello personale che interpersonale.

“Non c’è notte che non veda il giorno” (W. Shakespare)